L’importanza del carico meccanico statico e del carico meccanico dinamico

Cosa c’entra un toro che dorme sopra i nostri moduli con il fatto che non ci si può camminare sopra?

 

Come già accennato in un’altra occasione parlando di grandine, la natura di eventi atmosferici estremi (tornado, tempeste, ondate di calore, grandinate, ecc) si è fatta via via più intensa, con conseguenze sociali ed economiche non trascurabili. Se dipenda da attività umane o da una naturale evoluzione del clima è tema molto dibattuto nella comunità scientifica. Quello che possiamo fare noi, a parte cercare di limitare il più possibile un eventuale nostro impatto negativo sull’ecosistema, è pensare in divenire e cercare di produrre beni destinati a durare anche nelle situazioni più difficili.

 

Nel 2015 la Toscana venne colpita da un tifone particolarmente violento, con raffiche di vento fino a 150km/h. In quell’occasione un impianto aleo da 3kW perse due dei 10 moduli di cui era composto, che vennero sbalzati a parecchi metri di distanza. Solo 1 dei due pannelli riportò danni tali da richiederne la sostituzione, l’altro invece poté venir installato nuovamente, perché anche dopo l’esame con elettroluminescenza, risultava essere integro e funzionante. Potete leggere il testo completo a questo link.

Solo fortuna? In realtà no. I test di carico meccanico statico (sia in pressione che in suzione) e di carico meccanico dinamico sono estremamente rigorosi in aleo e servono per mitigare i rischi dovuti al trasporto, all’installazione e al corso della vita attiva del pannello. Ma vediamo nel dettaglio cosa significa e perché è importante tradurre questi concetti nell’offerta, quali elementi differenzianti.

 

Quando si dice andar giù pesanti

 

Quando si parla di test di carico meccanico statico ci si riferisce ad una pressione che agisce sul modulo fotovoltaico in modo costante. Durante questa prova di laboratorio, carico e pressione sono fissi, mentre la direzione della forza cambia ogni ora. Nel caso del nostro modulo X63, in fase test abbiamo esagerato i parametri della CEI 61215 ed esercitato una pressione uniforme sulla intera superficie pari a circa 1.400kg, ovvero 800kg/m². (tanto per dare un’idea, equivalenti a 2 metri di neve umida del peso specifico di 400kg/m²).

 

Il test di carico meccanico statico si applica anche alla suzione: 2400Pa corrispondono a venti che soffiano a 130km/h, con fattore di sicurezza 3 per venti rafficati. La serie X di aleo ha superato questo test con 5400Pa.Ecco perché, tornando a quanto accaduto in Toscana, il fatto che un pannello fosse integro nonostante fosse stato sbalzato lontano dall’impianto ci conferma di essere sulla strada giusta.

 

Nel test di carico meccanico dinamico, che effettuiamo pur non essendo obbligatorio, le sollecitazioni rimangono uguali a 1.000Pa, ma cambiano ogni 12 secondi.

 

 

Perché così rapidamente? Perché è quello che succede nella vita reale, quando i pannelli si sono fatti un viaggio di centinaia di chilometri su un camion, su diversi tipi di strade, per poi venir scaricati in cantiere con tutti gli annessi e connessi legati alla concitazione tipica della fase di scarico.

 

E comunque, giusto per essere chiari. Pur sopportando tranquillamente il peso di un toro disteso a prendere il sole sulla loro superficie, i pannelli aleo non sono calpestabili. E la ragione è molto semplice: vento e neve colpiscono uniformemente l’intera superficie del modulo, cosa che invece non avviene quando ci si cammina sopra, perché in questo caso il peso è puntuale (arrivando a oltre 4.000 kg/m²!) ed il carico si applica solo su certi punti. Camminare sopra i pannelli significa danneggiarli, se non romperli, con effetti negativi evidenti sulla resa e sull’estetica dell’impianto.

 

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